sabato 11 febbraio 2012

Carmen, tra successo e scandalo

Ecco cosa il filosofo Friedrich Nietzsche pensa dell'opera di Georges Bizet: <<Questa musica (Carmen) mi sembra perfetta. Si avvicina leggera, morbida, con cortesia. E' amabile, non fa sudare. Questa musica è malvagia, raffinata, fatalistica. E' ricca. E' precisa. Costruisce, organizza, porta a compimento: con ciò essa è in antitesi alla musica tentacolare, alla "melodia infinita". Si sono mai uditi sulle scene accenti tragici più dolorosi? E in che modo essi vengono raggiunti! Senza smorfie! Senza battere moneta falsa! Senza la menzogna del grande stile!>>.
Il filosofo tedesco così si scrollò di dosso l'ammirazione per Wagner contrapponendo alle sue nordiche brume la nitidezza mediterranea, tagliente e crudele che un giovane compositore francese, Georges Bizet, aveva distillato in Carmen. Essa fu il suo lavoro più celebre e anche l'ultimo, perchè l'autore morì pochi mesi dopo, a soli 36 anni.
Scrisse ancora Nietzsche: <<Finalmente l'amore, l'amore ritradotto nella natura! Non l'amore di una 'vergine superiore' (come in Wagner)! Sibbene l'amore come fatum, come fatalità,cinico, innocente, crudele -e appunto in ciò natura! L'amore che nei suoi strumenti è guerra, nel suo fondo è l'odio mortale dei sessi!>>.
Il tipo di amore qui raffigurato è un amore scandaloso nella sua sensualità, nella sua completa mancanza di senso morale. E proprio la bravura della prima interprete di Carmen, che incarnò tale personaggio in tutta la sua provocante e genuina carica erotica favorì il fiasco della prima esecuzione: un simile spettacolo indignava il pubblico borghese dell'Opéra-Comique; senza contare poi l'omicidio in scena, contravvenendo all'abituale lieto fine! Infine vi è anche una completa mancanza di sentimentalismo; la vicenda è presentata quasi con distacco, senza mai far leva sulla commozione del pubblico.
Solo dal 1883 l'opera si impose in un successo che non conobbe più tramonto...